Mattina. [ 18/o5/o9 ]

Non capisco perchè tutto gira all'incontrario.
Mi sembra di vivere uno di quei film dove per sbaglio ci si ritrova catapultati in una dimensione differente, lontana e sconosciuta. Eccomi qui, dunque, a girare a vuoto in questa condizione, senza sapere da che parte andare, davanti ad un bivio senza alternative, bivio che, senza dubbio, cela altri mille e mille bivi.
Diamine, non sta andando tutto male, sta andando tutto all'incontrario.
Che faccenda inquietante.

Ieri abbiamo suonato alla festa del Borgo, ho visto tante, troppe, facce conosciute e basta.
Nessuna novità, nessuna.
E' stato un susseguirsi di non-sense, anche questa volta. [ Quasi come ad Acqui. Se mi fosse presa a fuoco la giacca presumo che l'avrebbe superata, come serata ]
Però mi sono accorta di poter fare immotivatamente paura alla gente, e potrei sfruttarlo.
[ 'La prossima volta guarda con aria di sfida e lecca la paletta della chitarra' cit. Helmy ]

Comunque non lo so. Prendo positivamente il periodo, che sta rivelando un sacco di sorprese, con le mini sta andando tutto a meraviglia. Il destino ci è a favore, forse.

PS : la mia citazione di qualche intervento fa è stata soltanto uno spunto di riflessione.
Sinceramente la curiosità mi sta divorando. Ma grazie di tutto.

sedicizerocinqueduemmilannove.

Il raffreddore è quella minuscola ciliegina che si posa delicatamente sulla torta, e, per uno strano eccesso di gravità, fa crollare tutto quanto imbrattando la stanza di panna montata.
Non riesco a respirare, parlo con la tipica voce fra Amanda Lear e Vladimir Luxuria, peraltro il mal di testa mi uccide da mattina a sera.
Mi sento gonfia, ho sempre fame, e piango dieci minuti ogni due ore, completamente senza motivazioni.

E non sono incinta.

Quindi la domanda che ci si pone è : perchè ?

E' una vera e propria tortura. Sto sempre al PC, in attesa che qualcuno di interessante si connetta, in modo da non consumargli il profilo come le tredicenni in crisi d'identità. Dio, che tristezza.
Domani suono, sperando che riesca di nuovo a produrre dei suoni decenti con sta bocca, in modo da non fare la tipica figura meschina della raffreddata.

Destino crudele.

11/o5/2oo9

E' mattina, sono le 9 e 46 per la precisione.
Sono a casa, ancora in pigiama, e la mia vita mi passa davanti agli occhi, come se volesse farsi notare e farmi pensare al totale fallimento che mi sta coinvolgendo.
Qualcosa si sta sgretolando, a partire dall'Università che mi sta interessando sempre meno, ad arrivare all'armonia attorno a me.
Tutto è diverso, una sorta di crepa si è allargata, mentre io sto qui a guardare, senza fare nulla di nulla. L'apatia mi sta assorbendo, e non faccio niente per cambiare questa situazione, per 'smuoverla'.

Altra serata con le mini, altra nottata con le mini, altre incomprensioni, altri rospi ingoiati.
Ma per il quieto vivere questo ed altro. Parentesi particolarmente felice ad Acqui, dove abbiamo fatto una 'comparsata' in un concerto dei 17perso [ oppure Acoustic Street Movement.. Sto iniziando a pensare che sia la stessa cosa ] davvero piacevole e divertente, soprattutto per il mio nullo spirito d'improvvisazione che mi ha addirittura fatto scordare completamente gli accordi di 'Ragazzo di Strada'. Mi sono emozionata.

In poche parole, tutto bene, apparte la mia giacca andata a fuoco, la Helmy ruzzolata giù per le scale ed un locale triste e disabitato.

' Ci si rivede a luglio ' - ' Anche prima ' e ciao ciao Acqui Terme.

Da qualche minuto, 9 Maggio 2oo9

' Nasciamo soli e muoriamo soli '.

Parto volontariamente da qui, a citare un qualcosa che mi ha fatto 'sorridere', stasera.
Una cosa che mi ha fatto sentire [ per la prima volta oggi ] ascoltata.
Sottolineo il mio disgusto nel notare che sia veramente la prima volta odierna, se non per qualche complimento falso ed inopportuno, forse perchè stasera ho rappresentato per la prima volta in pubblico una parte del Musical che tanto mi sta coinvolgendo ultimamente.

Parlando di ciò mi sento più ragazzina che mai: mi si illuminano gli occhi, mi imbarazzo, fisso a terra e quasi mi tremano le gambe. E' una delle cose che più mi fa sentire libera, mi fa sentire me stessa, mi fa sorridere.

Questa sera, il 'trailer'. Qualche stecca, qualche passo fatto un pò 'colà', ma tutto normale.
Nessun commento. Se non 'quel vestito ti sta malissimo'.
Nessun commento da parte della persona che più mi è cara in questo momento, e che senz'altro parla per aiutarmi e non per demoralizzarmi. Ma non ci riesce proprio.

In conclusione, posso anche aver cantato da cani, avrei anche potuto ballare con la faccia scazzata ed i capelli all'insù, ma il vestito mi stava orrendamente.

Forse mi faccio condizionare all'inverosimile, ma a volte vorrei sentire parole gratificanti da chi mi vuole bene, altrimenti tutto va irrimediabilmente storto. Io non riuscirò mai ad andare a testa alta, se non mi sento incoraggiata, se non mi sento spinta positivamente.
C'è chi, al contrario, reagisce soltanto agli stimoli negativi. Ma per me non è affatto così.

Ricordo di essermi offesa ad una frase del tipo 'suoni come ad una salsicciata in spiaggia' e sono certa che la terrò ben solida nella mente. Ma non come incoraggiamento a migliorare, soltanto come campanello d'allarme nei confronti di chi mi ha detto quella frase.
Sbaglierò, senza dubbio.

Sbaglierò a starmene qui senza pensare seriamente a fare qualcosa per questo fisico di merda, sbaglierò a guardare certe persone con così tanta ammirazione e non agire, sbaglierò ad offendermi per ogni stronzata, sbaglierò a credere che il giudizio degli altri sia importantissimo.
Sbaglierò a credere un 'come sei carina truccata così' una fottutissima e strafottente presa per il culo, e non prenderlo come un complimento sincero. Ma, a dirla tutta, sono convinta che nessuno mi direbbe che sono carina senza nascondere un velo di ironia.
Perchè, si sa, sono capaci tutti ad intascare complimenti da vecchie signore amiche di famiglia, che si dilettano in frasi del tipo 'la tua voce si distingueva proprio' in una cagnara da 3 armonie.

Non lo so. A volte rileggo i miei interventi e intravedo degli stupidi capricci. Questa volta è una di quelle. So già di aver scritto soltanto una serie infinita di capricci. Quindi non rileggo. Affanculo gli errori di grammatica.

cinquecinqueduemilannove.

Sono stupida.
Sono tantissimo fumo, e proprio zero arrosto. Mi sto deludendo: sono solo capace a fare delle grandi parole, ma dopo qualche giorno padapumpete, ecco le mie parole svanirsi nella nebbia di fatti che non possono avvenire.
Vengo ancora una volta etichettata, ma questa volta con un'etichetta perfetta, che mi calza stramaledettamente a pennello. Ingenua.
E' vero, lo sono. Non voglio assolutamente sembrarlo, me la tiro da gran donna o mi atteggio da chissà cosa, ma in realtà sono ingenua, stramaledettamente bambina ed infantile.
Credo di essere tanto matura, tanto grande. Invece no, sono tutto il giorno su facebook, a guardare tutti i miei contatti orgogliosa di avere tanti amici, stupide entità inesistenti, che in realtà sono a loro volta solo tanto fumo.
Tutti sono capaci ad inviarti un abbraccio su facebook, un bacio, un 'regalo' simpatico o simile.
Ma in realtà nessuno, e dico nessuno, mi da uno stupido abbraccio, una consolazione di merda.
Non ho amici, sono sola, nello stupido mondo reale. Le persone di cui mi posso fidare veramente sono solo un paio, o poco più.
Forse è l'ora che mi stacchi un pò da questo mondo.

Si, evviva. Sarà l'ottavo intervento in cui mi riprometto di scrollarmi un pò. E non ci riesco, cazzo. Forse ho bisogno di una spinta, di qualcuno che mi prenda per le orecchie oppure per il cuore. Ho bisogno di amore, di affetto, di un abbraccio.

Dannatamente.

Di ritorno.

Poche ore fa sono scesa dal treno che da Reggio Emilia mi ha riportata a casa.
Che dire, sono totalmente sommersa dalla mia stessa stanchezza, e ci sto affogando.
Così è stato forse per tutta la permanenza del viaggio, di cui la serenità è stata spesso interrotta da piccoli episodi poco felici, ma sui quali non mi vorrei soffermare particolarmente.
Il destino non ci è stato completamente d'aiuto, data la rapidità dell'automobile della bassista a 'morire' immotivatamente, lasciandoci bloccate a Bologna.

Piacevolmente aggredita dalle mie stesse emozioni, a volte, schifosamente debole altre.

Mi sono trovata troppe volte a dover pensare, durante questo viaggio. E, si sa, quando Alice pensa troppo, va a finire male.
Ma taccio, per il quieto vivere, perchè sono stupidamente lunatica ed inaffidabile. Solo voglio stare zitta, passare sopra su alcune cose e soprattutto su qualche mio pensiero, indiscutibilmente incoerente con ciò di cui stavo parlando, ma troppo incastrato in quelle giornate, o meglio, serate.

Chiedo quindi umilmente scusa ad un paio di persone che si sono assorbite il mio sfogo, seppur involontariamente. In poche parole: non volevo aggiungere problemi a quelli che già esistono per loro o per chiunque altro, avevo solo bisogno di conforto.
Mi vergogno quindi un pò, per la mia debolezza, per la mia incapacità di restare sola, per il mio bisogno tremendamente costante di avere qualcuno al mio fianco.

Da citare un episodio alquanto triste : mi sono sentita davvero bene, quando la gatta di Silvia si è fatta coccolare, e ha risposto con le fusa. Ho percepito una sorta di calore, che non percepivo da un pò. Per quanto i gatti siano ruffiani, penso che siano molto più sinceri di molti esseri umani.

o2/o4/o9

Non so cosa scrivere. Oppure non ho di cosa scrivere.
Non so se vi è mai capitato, di partire in quarta con la convinzione che qualcosa di produttivo vi esca dalla testa, dirigervi verso il pc, iniziare a scrivere un intervento sul blog e rendervi conto che non sapete veramente cosa comunicare.
Forse perchè le cose da dire sono troppe, forse perchè sono troppo poche. Forse solo perchè la sensazione di bisogno imminente di 'comunicare' è una sorta di disagio incredibie che ti fa implodere la mente.
Non ne ho idea. So soltanto che ho tappezzato poche righe di inutili ripetizioni.
Mi sto guardando in giro, per pura curiosità. E mi rendo conto che la maggior parte delle volte in cui io parto con un'idea, parto già con la testa incredibilmente montata, convinta di saper fare molto di più rispetto a quello in cui in realtà riesco.
Mi sopravvaluto, semplicemente. E devo ammettere che non è il modo migliore per costruirsi una strada. Sono continuamente delusa da me stessa, per ogni piccola cosa. E sono incredibilmente invidiosa di alcune piccole cose di alcune persone, invidia che mi fa sinceramente vivere male. Non so nemmeno se e come giustificarmi, ma non penso sia il caso, a dirla tutta. Sono semplicemente fatta così. Ho bisogno di essere 'migliore' di qualcuno in qualcosa, forse perchè sono sempre stata fra le ultime.
Mi 'innamoro' perdutamente di chiunque mi faccia uno stupido sorriso, dimostrazione palese di incredibile debolezza. Eh si, ho bisogno di sicurezza, ho bisogno di qualcuno che creda in me, dato che io sto perdendo pian piano la speranza. Inevitailmente, quindi, resto delusa, poichè io [ metodicamente ] do tutto quello che posso dare, fino al midollo. E non ricevo nemmeno la metà di quello che do. Forse è colpa mia, non so scegliere con chi stare.
Davvero, è un periodo che vorrei essere fuori dal mondo, su un'astronave da qualche parte.
Quindi concludo questo intervento un pò serioso, che non sarà mai all'altezza di altri. Perchè nemmeno questo, so fare.
Ma fanculo, va.